Paola Barlassina, milanese, si diploma presso l'Accademia delle Belle Arti di Brera nel 1973 sotto la guida di maestri di pregio quali De Filippi, Mariani e Cottini, prosegue l'attività artistica affiancandosi al pittore Giovanni Guidolini affinando la tecnica dell'olio. In questa fase di formazione apprende e domina le più svariate tecniche creative come: il tromple l'oeil, l' illustrazione, la decorazione e la ritrattistica su commissione; conoscendo bene quelle che sono le regole dell'arte sviluppa progressivamente una grande padronanza del disegno (elemento fondamentale del fare artistico più volte dimenticato) e dei mezzi tecnici appartenenti all'arte figurativa. Nello svolgersi di questo percorso di crescita professionale e interiore, l'artista aderisce ad alcune manifestazioni artistiche, ottenendo ottimi riconoscimenti come il premio di merito conseguito il 20 settembre 1970 presso ALMA (Associazione Limbiate Manifestazioni Artistiche); inoltre Barlassina partecipa a mostre estemporanee come " Oltre la porta: inganni dell'occhio" (Rozzano 1996) collettiva di 23 artiste maestre della tecnica del trompe l'oeil, dove ha occasione di incontrare e successivamente stringere un coinvolgente e critico sodalizio artistico con due giovani pittrici.

Paola Barlassina giunge così ad essere un' artista completa in grado di disegnare e dipingere con successo su ogni supporto: tela, vetro, stoffa, ceramica, legno, realizzando anche delle acqueforti. Nell'inverno 2010, matura il primo cambiamento: l'artista si avvicina cautamente e in via sperimentale all'ambito della pittura informale, emblematica in questo senso è Omaggio ad Antonello, opera in cui, benché sia già segnato il definitivo cambiamento, si registra una timida compenetrazione tra tradizione ed innovazione. Di rilevante importanza l'incontro critico con Gustavo Bonora, influenza determinante nella definitiva svolta all'informale che Barlassina abbraccia dolcemente in senso materico - perline, sabbia, fili di lana e pietre sono una costante delle sue opere - oltre che pittorico.

Nella primavera del 2011, la prima mostra personale presso exfabbricadellebambole riscuote successo di critica e pubblico. La mostra evidenzia come le opere di una Barlassina, ormai liberata dalle catene dorate degli schemi pittorici, siano il frutto di una rappresentazione intimista, emozionale, ragionata e mai violenta; ogni quadro esprime sensazioni visive narrando e svelando tutta la poesia della storia del percorso interiore di questa artista.

Il suo approcciarsi all'arte è saggio, intelligente e ragionato: tecnicamente pittura e materia convivono in armonia sul supporto dando origine ad opere di grande senso estetico e pervarse da un forte andamento musicale, i fili di lana e le pennellate di colore sembrano davvero stringersi in una danza armoniosa.

A settembre 2011 Paola Barlassina conferma il suo talento venendo inserita all'interno della mostra collettiva, ospitata da exfabbricadellebambole, L'arte nei tarocchi, in cui espone con successo due opere: L'eremita e L'imperatrice.

Quest'ultima, di particolare interesse, mostra un ritorno al figurativo con l'inserimento del volto dell'Annunziata di Antonello Da Messina non dipinto ma fotocopiato; Barlassina dunque non torna direttamente al disegno ma lo rielabora ancora una volta. Non è detto sapere se questa sia una versione nuova ed evoluta di Omaggio ad Antonello o un'altra sperimentazione, certo è che la musa ispiratrice di tutta una vita riappare interpretando al meglio il ruolo che dall'artista le è stato assegnato: imperare con il suo sguardo autorevole e amabile su noi tutti "sudditi" osservatori.